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1.

La Psicoterapia

Tutti oramai sanno cosa sia una psicoterapia. Tuttavia, tra come ognuno di noi terapeuti la concepisce esistono importanti differenze di fondo che che vanno al di là delle diversità tra le tecniche terapeutiche, dato che riflettono il diverso carattere di ogni terapeuta.

Gli elementi teorico-pratici più importanti che contraddistinguono il mio modo di concepire e fare terapia sono i seguenti.

 

1. La psicoterapia non si limita a prendere in esame i sintomi nevrotici ma si fa carico dell’intera persona. Infatti ritiene che il disagio psicologico sia la conseguenza di un mancato completamento del processo evolutivo, disturbato o interrotto da episodi o situazioni nevrotizzanti. In tal senso la psicoterapia non si pone tanto come strumento per curare i sintomi, quanto come strumento evolutivo dell’individuo.

 

2. Da quanto detto deriva che la psicoterapia è utile anche a tutte quelle persone che, pur non soffrendo di un particolare disturbo psichico, desiderano migliorare il proprio grado di maturità conoscendosi e accettandosi meglio per diventare più capaci di esprimere pensieri, emozioni e sentimenti con semplicità e spontaneità. E’ possibile cioè utilizzare la psicoterapia non solo per eliminare il disagio psichico, ma anche per migliorare la qualità della propria vita. Essa non è pertanto una "cura per matti”, come qualcuno ancora pensa, ma è utile a persone che vogliono diventare più equilibrate e mature.

3. La psicoterapia, lavorando sulla struttura psichica dell’individuo e non solo sul sintomo patologico, non può essere un percorso breve. Non sono necessarie varie sedute alla settimana, però il terapeuta deve affiancare il paziente per tutta la durata del suo cambiamento evolutivo e tale durata, che varia sensibilmente da caso a caso (in media da 50 a 120 sedute), non deve essere troppo breve.

Quanto detto vale per le terapie del profondo, mentre possono essere molto più brevi le terapie d'appoggio finalizzate solo a mitigare i sintomi. La differenza tra i due tipi di terapia è approfondita nel capitolo: "Psicoterapia del profondo e d'appoggio".

 

4. Il tipo di tecnica utilizzata ha un’importanza del tutto marginale, soprattutto se confrontata con l’importanza che hanno la maturità e la disponibilità affettiva del terapeuta.

 

5. Non c’è alcuna controindicazione all’uso di psicofarmaci (se necessari!) durante la psicoterapia, purché il medico che li prescrive si tenga in contatto con lo psicoterapeuta.

 

6. Non bisogna mescolare i soldi con l’amore. I soldi del paziente servono al terapeuta per mantenersi e retribuiscono la sua ora di lavoro e la sua esperienza. L’amore, invece, che il terapeuta offre al paziente è un regalo, più o meno ricambiato dal paziente, che dipende dalle caratteristiche del terapeuta, del paziente e del loro rapporto. Il paziente non paga il terapeuta per essere amato e il terapeuta deve saper amare i pazienti al di là di qualunque fattore economico.

 

7. La psicoterapia può essere solo individuale, oppure individuale e di gruppo. L’integrazione dei due tipi dà risultati nettamente superiori a quelli ottenuti con la sola terapia individuale. Ridotti invece, secondo me, sono i risultati di una terapia solo di gruppo, tranne che per le persone che sono già molto avanti nel loro cammino evolutivo.

 

8. Lo psicoterapeuta ha, nel suo ruolo,  un potere che è solo quello che gli viene attribuito dal paziente che si affida a lui.  E' di fondamentale importanza che il terapeuta "restituisca" tale potere al paziente nel corso della terapia, la quale deve pertanto terminare in una situazione di sostanziale parità.

 

Per avere comunque ulteriori informazioni sul mio pensiero in merito ai vari elementi di una psicoterapia, potete andare nel settore “Le mie pubblicazioni” e leggere i due fascicoli: “Introduzione alla psicoterapia” e “Durante la psicoterapia”.